Formazione AI obbligatoria: cosa dice davvero l’AI Act
Dal 2 febbraio 2025 l’alfabetizzazione all’AI è un obbligo, e riguarda anche chi l’intelligenza artificiale si limita a usarla. Cosa serve davvero, e cosa invece viene raccontato male.
Dal 2 febbraio 2025 l’alfabetizzazione all’AI è un obbligo, e riguarda anche chi l’intelligenza artificiale si limita a usarla. Cosa serve davvero, e cosa invece viene raccontato male.
Quasi tutte le consulenze AI partono dallo strumento. È il motivo per cui finiscono in un pilota che nessuno usa. Le quattro fasi di un percorso che invece arriva in produzione, con i tempi reali.
Inserire il nome nell’oggetto non è personalizzazione. L’AI permette di personalizzare contenuto, tempistiche e offerte per migliaia di contatti uno a uno – ma solo se parti da dati puliti e non da un database vecchio di tre anni.
Un chatbot mal configurato allontana più clienti di quanti ne trattenga. Ecco dove l’AI nel customer care funziona davvero, e dove serve ancora una persona in carne e ossa.
L’AI generativa non è la soluzione a tutto. Alcune aziende la usano bene e risparmiano 10-15 ore a settimana, altre ci perdono tempo e soldi. La differenza sta nel sapere esattamente dove applicarla.
Il lead scoring con AI dice al commerciale quali contatti chiamare per primi, in base ai dati reali. Come funziona, quali segnali pesa e come partire nella tua PMI.
Come usare l’AI nel CRM per automatizzare il customer care di una PMI senza diventare freddi. Use case concreti, strumenti e il confine tra cosa delegare e cosa no.
L’AI nel marketing B2B non e ChatGPT che scrive post. Tre use case concreti per le PMI italiane con ROI misurabile in 60 giorni: lead qualification, content production e sales intelligence.